IL CORAGGIO TRA I FIORI DI ORTICA
romanzo
di Alessandra Favati, MdS editore, Pisa, 2025
LA STORIA
Pisa, seconda metà del secolo scorso. In zona Duomo, vicino alla ferrovia e a un piccolo cimitero ebraico, una corte polverosa ospita due file di case modeste. Hanno tutte lo stesso odore “di fumo, di gabinetto, di minestra” e le famiglie che le abitano fanno fatica a conciliare il pranzo con la cena.
E’ qui che ha vissuto la protagonista, all’epoca della vicenda una bambina di sette anni che, diventata ormai donna, racconta gli anni della sua infanzia condivisa con un gruppetto di amici, tutti della sua età o poco più grandi, anche loro abitanti della corte.
E’ una storia di resilienza, di solidarietà, di un’amicizia profonda che lega questi giovani esseri e li rende forti nell’affrontare difficoltà e privazioni. La corte è la loro palestra di giochi e di vita, dove corrono, improvvisano partite con la palla, fanno scherzi e imparano a confrontarsi, a saggiare le proprie capacità. Hanno poi un loro posto segreto, sconosciuto ai genitori, in un campo dopo le case della corte e gli orti, vicino alla ferrovia. Per arrivarci devono attraversare un campo di ortiche, il che mette alla prova il loro coraggio per i graffi urticanti e il dolore che le piante provocano sulle loro gambe. Una specie di iniziazione per chi l’affronta per la prima volta, da cui si deve uscire vittoriosi senza lacrime o lamenti per non perdere la considerazione del gruppo e venire meno a un tacito codice d’onore. In questo ritrovo segreto, seduti per terra in cerchio, gli amici si confidano l’un l’altro parlando dei fatti delle loro vite, trovando consolazione alle loro miserie, come bimbi orfani poiché i genitori, troppo presi da mille preoccupazioni, sono distanti e spesso indifferenti. Arrivano così fino alla rivelazione di ciò che sembrava inenarrabile, del male che ha inquinato le loro vite innocenti e che trova espressione nella baracca laggiù, in un orto in fondo dopo le case…
DAL TESTO
Sto seduta sullo scalino davanti casa mia, i gomiti poggiati sulle ginocchia, la testa fra le mani e osservo una nuvola di polvere muoversi avanti e indietro nell’aria. Sento le grida e le risate, spunta qualche braccio, e gambe con calzettoni calati alla caviglia si muovono in fretta. Sei bambini polverosi e urlanti si tirano una palla. Come al solito qualcuno prima o poi cadrà, ma noi abbiamo il nostro codice d’onore: mai andare a casa a piangere.
[…]
Nella corte sono tutti poveri. Qualcuno coltiva un piccolo orto in fondo dopo le case dove ci sono i campi, ma quello di Gino, il nonno di Marco, è il più bello di tutti. E’ fatto così bene che ci si passa fra una fila di pomodori e una fila di insalata senza inzaccherarci le scarpe. Poi alleva i polli e i conigli che tiene dentro una grande baracca.
[…]
Quando siamo bambini giocando ci mettiamo alla prova. Chi arriva primo ad una corsa, chi prende lo straccio a rubabandiera e rientra senza farsi toccare. Ci sentiamo più forti, più importanti. Almeno in quei momenti, lontani dalle nostre famiglie, dalla miseria che ci circonda, noi siamo piccoli eroi. Il giorno dopo magari vince un altro ma non importa. Medaglie invisibili rimangono appuntate sul nostro petto.
[…]
Dentro di me aleggia perennemente una sorta di allegria, sono consapevole di vivere nella povertà, nei disagi, non mi spaventano oramai nemmeno più di tanto le discussioni alla mia tavola o le grida che sento venire dalle altre case. A volte si dimenticano di darmi la merenda ma non mi importa, guardo i miei amichetti e li vedo tutti come me. Magari vorrei una mamma più affettuosa, che mi abbracciasse e mi baciasse un po’, ma ho la mia nonna che lo fa e mi va bene lo stesso.
(area delle azioni descritte nel romanzo: dalla ferrovia alla Piazza del Duomo di Pisa)

ALCUNE RIFLESSIONI
Il mondo dei piccoli protagonisti del romanzo è quello di un’infanzia difficile, poco ascoltata, perché gli adulti, sempre in affanno, hanno la mente rivolta soprattutto alle necessità materiali della famiglia. La miseria e le difficoltà della vita non sembrano però toccare granché i bambini della corte che fanno gruppo, trovando nella loro forte amicizia il mezzo per affrontare la realtà. Non pensano al domani ma soltanto all’oggi, a un presente fatto di giochi e corse nella corte polverosa. Sono bambini coraggiosi, piccoli eroi con un loro codice d’onore, guai a piangere se ci si sbuccia un ginocchio , se ci si graffia con l’ortica, se si viene puniti da un genitore. E quando decidono di affrontare il drago, l’ignobile che ha violato la loro fanciullezza innocente lo fanno tutti assieme, progettando un piano ardito di vendetta.
La vicenda del romanzo è raccontata con fresca spontaneità, intenerisce, commuove e sgomenta in certi drammatici momenti, la cui crudezza si stempera però in un finale liberatorio e consolatore.
L’AUTRICE
Alessandra Favati è una scrittrice pisana nata negli anni ‘60.
Il coraggio tra i fiori di ortica è il suo primo romanzo.

